Attori
I volti
Chi riconosci prima ancora di leggerne il nome.
La voce della Sala
C'è un modo di leggere questa lista che dice più di quanto sembri: guarda quanti di questi nomi non sono la star in copertina ma il volto che regge la scena da un lato. Willem Dafoe, Philip Seymour Hoffman, Ralph Fiennes, John Hurt, Brendan Gleeson, Toby Jones, Max von Sydow — gente che entra in un film e lo rende subito più serio, più abitato. È il gusto per l'attore di presenza, quello che riconosci prima del nome proprio perché lo hai incrociato in dieci storie diverse.
Non è un caso che tornino così spesso: le grandi saghe che attraversano questa collezione — da Harry Potter agli Avengers, dai Padrino a Hunger Games — sono macchine che hanno bisogno di facce solide nei ruoli intorno al protagonista, e sono proprio quei ruoli a far salire i conteggi. Da qui la compagnia mescolata, dove Al Pacino e Robert Duvall stanno accanto a chi ha fatto la storia dei comprimari.
E poi c'è la latitudine: mezzo secolo abbondante, dal 1957 in poi, e attori che scivolano senza sforzo dal dramma al thriller alla commedia. Michael Caine sul set di Nolan e Bill Murray da Wes Anderson raccontano la stessa cosa — qui non si sceglie un genere, si sceglie chi lo sa tenere in piedi.





































































































































