Robert Zemeckis costruisce una fiaba americana che attraversa tre decenni di storia usando un protagonista fuori dal comune: Forrest non giudica, non si ferma davanti alle convenzioni, e proprio per questo diventa testimone privilegiato di eventi che hanno segnato gli Stati Uniti. La sceneggiatura intreccia momenti storici reali con la vicenda personale senza mai perdere il ritmo, e l'uso innovativo degli effetti digitali per inserire Tom Hanks in filmati d'epoca resta una pietra miliare tecnica.
La performance di Hanks — premiata con l'Oscar — è il cuore pulsante: riesce a rendere Forrest credibile e commovente senza cadere nella caricatura, trovando una purezza di sguardo che sostiene tutto il film. Attorno a lui, Sally Field disegna una madre indimenticabile e Gary Sinise compone un tenente Dan straziato e autentico.
Vincitore di sei statuette tra cui miglior film e miglior regia, Forrest Gump è diventato un fenomeno culturale che ha lasciato citazioni e immagini nell'immaginario collettivo. È un film che sa farsi amare per la sua capacità di raccontare l'amore, la perdita e la tenacia senza cinismo, ricordando che a volte la semplicità vede più lontano dell'intelligenza.