Sam Mendes costruisce un film di guerra che è innanzitutto un'esperienza visiva senza precedenti: l'intera storia è filmata come se fosse un unico piano sequenza continuo, seguendo i due soldati in tempo reale attraverso trincee, crateri e campi devastati. La fotografia di Roger Deakins trasforma il paesaggio del fronte occidentale in un inferno pittorico di fango, fuoco e desolazione, guadagnandosi meritatamente l'Oscar.
La scelta tecnica non è virtuosismo fine a se stesso: l'assenza di stacchi imprigiona lo spettatore accanto ai protagonisti, privandolo di ogni respiro o distanza emotiva. George MacKay porta sulle spalle l'intero film con una prova fisica ed emotiva straordinaria, mentre le brevi apparizioni di attori come Colin Firth e Benedict Cumberbatch punteggiano il percorso senza mai distogliere l'attenzione dalla missione.
Premiato con tre Oscar (fotografia, effetti visivi, mixaggio sonoro), due Golden Globes e sette BAFTA, 1917 ridefinisce il modo di raccontare la guerra al cinema: non attraverso battaglie epiche, ma seguendo due uomini contro il tempo, dove ogni minuto può significare la differenza tra salvezza e massacro.