Christopher Nolan rifonda il mito di Batman partendo dalle origini, con un approccio che privilegia la psicologia del trauma e la credibilità del mondo rispetto allo spettacolo fine a se stesso. Il percorso di formazione di Bruce Wayne diventa una riflessione sulla paura, sulla giustizia e sul confine tra eroe e vigilante, sostenuta da una regia che bilancia azione coreografica e dramma personale.
Christian Bale costruisce un Bruce Wayne stratificato, capace di passare dalla vulnerabilità alla determinazione ossessiva, mentre il cast di supporto — Michael Caine come Alfred, Gary Oldman nei panni del futuro commissario Gordon, Liam Neeson come mentore ambiguo — dona spessore a ogni figura. La fotografia di Wally Pfister immerge Gotham in tonalità cupe ma tangibili, lontane dal gotico espressionista dei film precedenti, più vicine a una metropoli contemporanea malata.
Nominato all'Oscar per la fotografia, il film ha rilanciato il genere supereroistico dimostrando che un blockbuster può essere anche cinema d'autore. Se cerchi un punto di partenza che tratti il fumetto con serietà narrativa e visiva, questo è il film che ha cambiato le regole.