DreamWorks ha costruito un universo animato che fonde comicità e coreografie marziali con una precisione rara. La direzione di Osborne e Stevenson orchestra sequenze di combattimento dove ogni movimento è leggibile, elegante, mai caotico: la battaglia sui tetti tra Shifu e Tai Lung è un balletto verticale che sfrutta la libertà dell'animazione senza tradire la fisica delle arti marziali.
La forza del film sta nel contrasto tra il protagonista goffo e un mondo che celebra grazia e disciplina. Jack Black presta a Po una voce entusiasta ma mai irritante, mentre Dustin Hoffman dà a Shifu una severità venata di fragilità. Ian McShane invece trasforma Tai Lung in un antagonista tragico, non un villain di cartone: il suo rancore ha radici comprensibili, il che rende il conflitto più denso.
Candidato all'Oscar per il miglior film d'animazione, il film smonta con intelligenza il cliché dell'eroe predestinato: la profezia si compie non nonostante i limiti di Po, ma proprio attraverso di essi. È un racconto di formazione che non chiede di cambiare chi si è, ma di riconoscere il valore in ciò che sembrava un difetto. Un equilibrio raro tra spettacolo e sostanza, capace di divertire senza mai sottovalutare il pubblico.