Guy Ritchie rilegge il detective di Conan Doyle con uno sguardo moderno e dinamico, trasformando Holmes in un investigatore fisico e irrequieto, capace tanto di deduzione fulminea quanto di scazzottate nei vicoli londinesi. Robert Downey Jr. offre un'interpretazione nervosa e carismatica, un Holmes brillante ma disordinato, perfettamente bilanciato dalla compostezza di Jude Law nei panni di un Watson tutt'altro che servizievole.
La fotografia di Philippe Rousselot immerge Londra vittoriana in una patina fumosa e industriale, mentre la regia sfrutta ralenti e flashback visivi per mostrare il processo deduttivo di Holmes in azione. Il risultato è un mystery che non rinuncia allo spettacolo, dove ogni enigma è anche un pretesto per sequenze d'azione coreografate con precisione.
Nonostante le due nomination agli Oscar, il vero merito del film sta nell'aver ridato vigore a un personaggio classico senza tradirne l'essenza. La chimica tra i protagonisti e il ritmo serrato tengono incollati allo schermo, dimostrando che anche le storie più canoniche possono trovare nuova energia senza perdere rispetto per le origini.