Ricomincio da Capo parte da una premessa apparentemente leggera — un presentatore cinico bloccato a rivivere all'infinito lo stesso giorno in una cittadina di provincia — per costruire una riflessione inaspettatamente profonda sul senso della vita e sulla possibilità di cambiare. Harold Ramis orchestra il loop temporale con precisione millimetrica, dosando le variazioni in modo che ogni iterazione del 2 febbraio aggiunga un dettaglio, un'emozione, una rivelazione.
Bill Murray è straordinario nel calibrare il passaggio dal sarcasmo alla disperazione fino a una forma di saggezza conquistata giorno dopo giorno. La sua performance tiene insieme commedia e dramma senza mai forzare la mano, sostenuta da un cast di caratteristi perfettamente sintonizzato: Stephen Tobolowsky, Brian Doyle-Murray e Chris Elliott costruiscono personaggi che, pur ripetendosi identici, non risultano mai stantii.
Il film ha vinto il BAFTA per la miglior sceneggiatura originale e ha lasciato un'impronta culturale che va ben oltre il cinema: il suo loop è diventato riferimento in filosofia, psicologia e persino informatica. Ricomincio da Capo dimostra che il meccanismo più ingegnoso del cinema fantastico può servire a raccontare, con leggerezza e intelligenza, come si diventa persone migliori.