Guy Ritchie riporta la coppia Holmes-Watson in un'avventura che intreccia intrighi internazionali, azione coreografata e dialoghi scintillanti. La chimica tra Robert Downey Jr. e Jude Law è ancora più affinata rispetto al primo capitolo, con un Watson pronto al matrimonio che si trova trascinato in un ultimo caso contro il più celebre nemico del detective: il Professor Moriarty, interpretato da Jared Harris con fredda intelligenza.
La regia di Ritchie sfrutta il suo marchio visivo — ralenti espressivi, montaggio nervoso, fotografia dai toni scuri — per costruire sequenze d'azione memorabili, dalla fuga nei boschi sotto il fuoco delle armi automatiche allo scontro finale alle cascate Reichenbach. La sceneggiatura gioca con deduzione e suspense, mentre Noomi Rapace aggiunge una presenza carismatica come zingara coinvolta nel complotto.
Il film si guadagna il suo spazio non solo come intrattenimento di alto artigianato, ma come esempio di come reinventare un classico letterario senza tradirne lo spirito. La sfida intellettuale tra Holmes e Moriarty, resa attraverso scacchi mentali e dialoghi serrati, offre momenti di autentica tensione. Un seguito che mantiene la promessa del primo film e chiude con una nota che lascia il segno.