Casablanca è il film che ha trasformato una produzione di routine della Warner Bros in uno dei pilastri del cinema classico americano. Michael Curtiz orchestra con maestria un intreccio dove la storia d'amore privata si intreccia con la grande Storia, sullo sfondo di un Marocco notturno pervaso di tensione e malinconia. L'illuminazione espressionista esalta ogni sguardo, ogni silenziosa rinuncia.
Bogart costruisce in Rick Blaine l'archetipo del cinico dal cuore nobile, mentre Ingrid Bergman incarna una fragilità luminosa che rende ogni sua scena indimenticabile. Claude Rains dona al Capitano Renault un cinismo ironico e complice che alleggerisce la tragedia senza mai sminuirla. Le battute — da "Of all the gin joints" a "We'll always have Paris" — sono entrate nel tessuto della cultura popolare non per caso, ma perché nascono da personaggi credibili, feriti, veri.
Tre Oscar, tra cui miglior film e sceneggiatura, hanno sancito ciò che il tempo ha confermato: questa non è solo una storia d'amore bellissima, ma un ritratto morale dell'America alla vigilia dell'impegno bellico. Un film che non invecchia perché parla di scelte impossibili con l'eleganza di chi sa che il cinema può essere arte e intrattenimento insieme.