Darren Aronofsky costruisce un thriller psicologico che usa il balletto classico come dispositivo viscerale per raccontare la frantumazione di una personalità. La macchina da presa segue Nina con un'intimità ossessiva, tra specchi, prove estenuanti e spazi claustrofobici: ogni inquadratura respira la stessa tensione perfezionista che divora la protagonista. La fotografia di Matthew Libatique alterna bianchi accecanti e ombre che scivolano nel corpo, sottolineando la scissione tra cigno bianco e cigno nero senza mai spiegare dove finisce la realtà e inizia l'allucinazione.
Natalie Portman — che ha vinto l'Oscar per questa interpretazione — attraversa il film con una fisicità estrema: mesi di allenamento intensivo restituiscono non virtuosismo da saggio, ma fragilità portata al limite, muscoli tesi fino allo spasmo, pelle lacerata. Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey e Winona Ryder completano un cast che orchestra desiderio, controllo e rivalità senza bisogno di sottolineare: ogni personaggio è una pressione che pesa su Nina.
Riconosciuto con un Oscar, un Golden Globe e un BAFTA, il film fonde body horror e melodramma con la struttura del Lago dei Cigni: è un'opera che non parla di danza dall'esterno, ma ne fa esperienza dall'interno, fino alla vertigine. Se cerchi un thriller che penetri nella carne e nella mente con la stessa ferocia, questo è il motivo per premere play.