Shane Black torna al noir losangelino con un pastiche sfacciatamente analogico: smog, vinile, pubblicità di sigarette e una Los Angeles del '77 già consapevole del proprio declino. La coppia Gosling-Crowe funziona proprio perché storta — uno scemo alcolizzato che inciampa sugli indizi, l'altro un picchiatore solitario con un codice morale più solido della media — e il loro dialogo è scritto con la precisione ritmica che ha reso celebre il regista di Arma letale e Kiss Kiss Bang Bang.
La trama finge di essere complessa (porno, complotti automobilistici, ambientalismo ante litteram) ma in realtà è un pretesto per lasciare che i personaggi si muovano in un mondo di dettagli vissuti: locali notturni kitsch, villain improbabili, una figlia adolescente (Angourie Rice) più sveglia di entrambi i protagonisti. Black sa che il noir funziona quando la forma conta più della sostanza, e qui la forma è impeccabile: fotografia calda, montaggio che privilegia le battute, violenza cartoonesca dosata con gusto.
Un buddy movie che non ha bisogno di sequel per giustificarsi: basta guardarlo una volta per capire che certi meccanismi narrativi, quando oliati bene, non invecchiano mai.