Miyazaki costruisce un'epopera ecologica che rifiuta il manicheismo: nessuno ha completamente ragione, nessuno è puramente malvagio. La foresta abitata da divinità animali si scontra con un villaggio di lebbrosi e reietti guidati da Lady Eboshi, figura complessa che libera donne sfruttate e malati mentre distrugge la natura. Ashitaka, maledetto e neutrale, cerca una terza via impossibile in un conflitto dove ogni scelta ha un prezzo.
La tecnica d'animazione tradizionale raggiunge vette di espressività raramente eguagliate: gli spiriti della foresta, il Dio Cervo che dona e toglie la vita, le battaglie che mescolano bellezza e violenza con un realismo emotivo che molti film dal vero non toccano. Ogni fotogramma è disegnato con la densità pittorica che ha reso lo Studio Ghibli leggenda.
Vincitore di premi in Giappone e pietra miliare dell'animazione mondiale, il film non cerca conciliazioni facili né finali rassicuranti: lascia lo spettatore con domande sul progresso, sulla convivenza, sul costo della civiltà. Un'opera che chiede di essere vista e ripensata, mai liquidata come semplice favola animata.