Dragon Trainer 2 prende il testimone del primo film e lo porta oltre, aggiungendo complessità emotiva e visiva a un universo già affascinante. Dean DeBlois costruisce un sequel che cresce insieme ai suoi personaggi: Hiccup non è più il ragazzo insicuro del primo capitolo, e il film affronta temi di famiglia, identità e responsabilità con una maturità rara nell'animazione mainstream.
La tecnica di animazione compie un salto notevole: le sequenze di volo sono ancora più spettacolari, con movimenti di camera fluidi che sfruttano appieno le possibilità del 3D, mentre il design dei nuovi draghi e dell'habitat ghiacciato mostra un'inventiva visiva costante. Le voci di Jay Baruchel e Cate Blanchett portano credibilità emotiva a momenti che rischiano il sentimentalismo ma mantengono l'equilibrio.
Candidato all'Oscar per il miglior film d'animazione, il film conferma che DreamWorks può competere con Pixar quando si tratta di raccontare storie che funzionano su più livelli. Non è solo un sequel pensato per incassare: è un capitolo necessario che arricchisce la mitologia e prepara il terreno per una conclusione ancora più ambiziosa.