Il Sorpasso è una delle fotografie più lucide dell'Italia del boom economico, un road movie ante litteram che trasforma una scampagnata estiva in un ritratto spietato di un'epoca. Dino Risi filma le strade del Ferragosto deserto con l'occhio di chi sa guardare oltre la superficie: dietro le risate, la spensieratezza e le conquiste facili di Bruno Cortona emerge il vuoto di una generazione che corre senza sapere dove.
Vittorio Gassman regala una delle sue interpretazioni più complete: il suo Bruno è vitale e seduttivo, ma anche patetico nella sua incapacità di fermarsi. Jean-Louis Trintignant costruisce un Roberto fragile e intellettuale, perfetto contraltare a quella vitalità contagiosa. Il loro viaggio in Lancia Aurelia diventa una danza tra opposti che si attraggono e si respingono, fino a un finale che spezza l'incanto senza preavviso.
Il film vinse l'Orso d'Oro a Berlino e segnò la maturità della commedia all'italiana, dimostrando che si poteva ridere e riflettere insieme. Risi costruisce un meccanismo narrativo che scorre leggero ma non dimentica mai il disagio sotto la patina: è cinema che diverte e inquieta, e che settant'anni dopo continua a dire qualcosa di preciso su come viviamo la libertà e l'irresponsabilità.