Cameron costruisce un colossal che è insieme ricostruzione storica meticolosa e melodramma universale. La nave rinasce sullo schermo con una precisione ossessiva: ogni dettaglio delle classi sociali, degli interni, della tecnologia del 1912 è documentato e tradotto in immagini che reggono il confronto con i fatti. Ma il regista non si accontenta del virtuosismo: innesta sul disastro una storia d'amore che attraversa le barriere di classe e diventa metafora della collisione tra vecchio e nuovo mondo.
DiCaprio e Winslet trasformano archetipi in carne: lui porta leggerezza e libertà dove regna il decoro soffocante, lei incarna la ribellione silenziosa di chi vuole vivere prima che sia troppo tardi. La fotografia di Russell Carpenter alterna il calore dorato delle cabine di lusso al gelo blu dell'oceano, mentre la colonna sonora di James Horner diventa parte della grammatica emotiva del film.
Gli undici Oscar — tra cui miglior film, regia, fotografia e musica — certificano un'operazione che ha ridefinito gli standard del cinema spettacolare. Vent'anni dopo l'uscita resta un'esperienza che bilancia grandezza visiva e intimità narrativa, dimostrando che il blockbuster può essere anche cinema di sentimenti autentici.