The Accountant è un thriller insolito che riesce a fare del protagonista autistico non un espediente narrativo ma il nucleo della storia. Ben Affleck costruisce un personaggio complesso e credibile, lontano dagli stereotipi: un contabile che ha imparato a gestire la propria neurodivergenza attraverso la disciplina delle arti marziali e la precisione ossessiva dei numeri. La sceneggiatura usa l'autismo come chiave per capire sia le abilità straordinarie di Christian sia la sua vulnerabilità, senza sentimentalismi.
Gavin O'Connor dirige con ritmo serrato, alternando sequenze d'azione brutali e coreografate a momenti di indagine finanziaria che stranamente reggono la tensione. La fotografia di Seamus McGarvey gioca su contrasti netti: uffici asettici, magazzini industriali, interni domestici quasi monastici che raccontano l'isolamento del personaggio. Il montaggio spezza la linearità con flashback che rivelano progressivamente il passato di Christian, costruendo empatia senza chiedere pietà.
Il film funziona perché non sceglie: è action movie con cervello, thriller psicologico con pistole, dramma familiare mascherato da crime story. Anna Kendrick porta umanità necessaria, J.K. Simmons e Jon Bernthal aggiungono peso a una trama che potrebbe sembrare troppo articolata ma che invece si chiude con logica spietata. Un film che rispetta l'intelligenza dello spettatore e trasforma un contabile in un antieroe memorabile.