Denis Villeneuve costruisce un thriller claustrofobico che usa la guerra alla droga come palcoscenico per una discesa morale senza rete. La fotografia di Roger Deakins trasforma il confine USA-Messico in un paesaggio quasi lunare: deserti polverosi, tunnel sotterranei illuminati da luci verdognole, periferie dove la violenza è architettura. Ogni inquadratura respira tensione, ogni silenzio pesa più di un'esplosione.
Emily Blunt interpreta un'agente FBI che scopre quanto siano labili i confini tra legalità e necessità. Attorno a lei si muovono Benicio Del Toro, magnetico e impenetrabile, e Josh Brolin, cinico orchestratore di operazioni ai margini della legge. Il film non giudica, osserva: mostra come l'ingranaggio della giustizia si inceppi quando il nemico non ha regole.
Nominato a tre premi Oscar, Sicario non offre catarsi né eroi. Ti lascia con lo sguardo di chi ha visto troppo e la certezza che alcune battaglie non si vincono, si sopravvivono. Un meccanismo narrativo che non molla la presa fino all'ultimo fotogramma.