Sidney Lumet trasforma la storia vera di Frank Serpico in un ritratto spietato della corruzione sistemica e del prezzo dell'integrità. Al Pacino costruisce uno dei suoi personaggi più intensi: un poliziotto che rifiuta di piegarsi all'omertà dei colleghi e che per questo viene progressivamente isolato, messo in pericolo, tradito da chi dovrebbe proteggerlo. La regia di Lumet segue Serpico nelle strade di New York con uno stile documentaristico e nervoso, restituendo l'atmosfera di una città in cui le regole non scritte contano più della legge.
Il film evita ogni retorica eroica. Serpico non è un giustiziere: è un uomo solo che paga personalmente ogni scelta, che vede sgretolarsi le certezze intorno a sé mentre la macchina del potere si chiude contro di lui. Pacino, candidato all'Oscar, mostra una vulnerabilità bruciante sotto la determinazione del personaggio.
Quaranta anni dopo lo scandalo che raccontò, Serpico resta un film necessario: un thriller morale che chiede quanto costi restare onesti quando il sistema ti vuole complice.