Truffaut dedica il suo film più personale al mestiere che ama: fare cinema. Effetto notte è un ritratto affettuoso e disincantato della macchina produttiva, dove ogni giorno sul set è un miracolo di compromessi, improvvisazioni e piccoli drammi umani. Il regista interpreta se stesso mentre dirige un melodramma di serie B, e intorno a lui si intrecciano le vite della troupe: attori insicuri, prime donne capricciose, tecnici devoti, produttori ansiosi.
La forza del film sta nel mostrare il cinema come luogo di fragilità e ostinazione. Truffaut non nasconde i limiti del mestiere — le scenografie traballanti, gli ego in collisione, le crisi sentimentali che minacciano le riprese — ma li trasforma in materia poetica. Valentina Cortese, candidata all'Oscar, è straordinaria nel ruolo di un'attrice decadente che dimentica le battute ma conserva tutta la sua dignità professionale.
Il film ha vinto l'Oscar per il miglior film straniero e rimane una delle dichiarazioni d'amore al cinema più sincere mai girate. Guardarlo significa scoprire che la finzione cinematografica nasce sempre da una realtà fragile e umana, e che ogni inquadratura riuscita è un piccolo trionfo contro il caos.