John Sturges orchestra un cast stellare in un racconto di ingegno e resistenza che tiene lo schermo per quasi tre ore senza un attimo di cedimento. La prima metà del film costruisce con precisione quasi da heist movie la preparazione della fuga: ogni dettaglio del tunnel, ogni distrazione ai danni delle guardie tedesche diventa un ingranaggio di un meccanismo narrativo che coinvolge e diverte. Steve McQueen sulla motocicletta, Charles Bronson claustrofobico negli scavi, Richard Attenborough che coordina l'impossibile: ogni personaggio ha un ruolo preciso e una presenza memorabile.
La seconda metà cambia registro: l'evasione si trasforma in caccia all'uomo su scala europea, e Sturges alterna suspense e momenti di pura tensione fisica. La fotografia di Daniel L. Fapp cattura tanto gli spazi chiusi del campo quanto l'apertura illusoria della fuga, mentre la colonna sonora di Elmer Bernstein — con il suo tema ormai iconico — accompagna ogni svolta senza mai sopraffare.
Nominato all'Oscar per il montaggio, il film si basa su eventi reali della Seconda Guerra Mondiale e resta un modello di cinema d'avventura intelligente: dove il coraggio non è mai retorico e la sconfitta non cancella la dignità. Un'epopea che sa essere spettacolo senza rinunciare al peso della storia.