I fratelli Coen tornano al western – genere che portano nel sangue – con una messa in scena che non cerca la revisione ma la precisione: ogni inquadratura è calibrata, ogni dialogo ha il ritmo e il peso della lingua originale di Charles Portis. Roger Deakins firma una fotografia austera e luminosa che restituisce i paesaggi delwest senza enfasi, mentre la regia tiene insieme il racconto con la stessa determinazione ostinata della protagonista.
Mattie Ross è il vero motore del film: interpretata da un'esordiente Hailee Steinfeld che tiene testa a veterani come Jeff Bridges e Matt Damon, la quattordicenne non è una vittima da proteggere ma un personaggio dalla volontà ferrea, capace di trattare con marshal corrotti e cacciatori di taglie senza cedere un centimetro. Bridges costruisce un Rooster Cogburn sporco, cinico e commovente, lontano dalla leggenda di John Wayne ma altrettanto indimenticabile.
Dieci candidature all'Oscar – tra cui miglior film, regia, attrice protagonista e fotografia – testimoniano il rispetto che questo lavoro ha ottenuto. Non è un western d'azione ma un ritratto morale travestito da avventura: il viaggio di Mattie è una prova di carattere che costa più di quanto lei possa prevedere. Vale la pena seguirla fino in fondo.