Una selezione di film che stanno dentro un'ora e mezza — o quasi — senza perdere un fotogramma. La porta d'ingresso è Rashomon: 88 minuti in cui Kurosawa reinventa il modo in cui il cinema racconta la verità. Da lì, un viaggio attraverso epoche e generi che dimostra come il tempo non sia mai il problema.
12 film
1950 · 8.1
Il primo da vedere: in 88 minuti Kurosawa costruisce uno dei più grandi esperimenti sulla percezione della realtà mai messi in scena, con una struttura narrativa che ancora oggi sembra moderna.
1931 · 8.5
87 minuti in cui Chaplin tiene insieme commedia fisica, romanticismo e critica sociale con una precisione chirurgica; il finale è tra i più potenti della storia del cinema muto.
1962 · 8.2
28 minuti di fotogrammi fissi che inventano un intero filone fantascientifico sul tempo e la memoria — più denso di molti film triplo formato.
1936 · 8.5
87 minuti che smontano la modernità industriale con un ritmo comico inarrestabile; Chaplin trasforma la catena di montaggio in coreografia.
1957 · 8.4
Kubrick in 87 minuti racconta la guerra come macchina burocratica che divora i propri soldati: nessuno spreco, nessuna concessione, solo precisione lacerante.
1964 · 8.3
94 minuti in cui la commedia nera porta la logica della guerra fredda fino al suo assurdo naturale; Sellers in tre ruoli è una lezione di controllo attoriale.
1996 · 8.1
93 minuti di energia cinetica pura: Boyle usa ogni strumento del linguaggio cinematografico per restituire l'urgenza e il caos di un'esistenza al margine.
2013 · 8.1
86 minuti ambientati in una casa isolata nel Caucaso: un film sulla guerra che riduce tutto a due nemici costretti a convivere, con risultati che lasciano il segno.
1952 · 8.1
88 minuti di neorealismo puro: De Sica filma la dignità di un vecchio pensionato con uno sguardo così diretto che è quasi insostenibile.
2008 · 8.0
86 minuti di documentario animato sulla guerra in Libano: la scelta formale non è estetismo ma necessità — certi ricordi si possono avvicinare solo attraverso il disegno.
1997 · 8.0
81 minuti in cui Satoshi Kon sfuma il confine tra identità e proiezione pubblica con una tensione che non allenta mai, anticipando ossessioni che il cinema live-action avrebbe esplorato anni dopo.
1986 · 8.1
88 minuti di viaggio a piedi lungo i binari: quattro ragazzi, un'estate, e la consapevolezza che certe amicizie non si ripetono — raccontati senza un grammo di sentimentalismo falso.