Buñuel torna in Spagna dopo trent'anni di esilio per girare il film che lo farà bannare di nuovo: una parabola feroce sulla carità cristiana che scivola nel grottesco senza mai urlare. Viridiana è una novizia ingenua che vuole redimere i poveri raccogliendoli nella tenuta di famiglia, ma Buñuel demolisce ogni illusione filantropica con ironia blasfema e immagini indimenticabili: l'Ultima Cena dei mendicanti, ripresa dalla tela di Leonardo, è una sequenza che ha fatto scandalo e storia.
Silvia Pinal costruisce un personaggio spigoloso, mai vittima compiacente, mentre Fernando Rey incarna un desiderio senile e perturbante con inquietante delicatezza. La fotografia in bianco e nero di José Aguayo cattura ogni volto come un ritratto morale senza pietà.
Palma d'oro a Cannes nel 1961, il film venne censurato in Spagna fino al 1977 e condannato dal Vaticano. Eppure non è un pamphlet: è cinema di idee vestito da dramma rurale, dove ogni gesto di bontà si rovescia in farsa. Una lezione di cinema che non risparmia nessuno, spettatore compreso.