The Menu orchestra una dissacrazione del lusso fine-dining con il rigore di una regia che sa alternare tensione e grottesco senza mai cedere al sopra le righe. Mark Mylod costruisce un meccanismo narrativo che scorre come un menu degustazione vero: ogni portata aggiunge un elemento, ogni pausa recalibra il tono, fino a un crescendo che non risparmia nessuno dei commensali.
Ralph Fiennes interpreta lo chef Slowik con una precisione glaciale che fa della sua ossessione per il controllo totale un ritratto quasi tragico, mentre Anya Taylor-Joy restituisce l'unica prospettiva lucida in mezzo a un parterre di caricature sociali disegnate con cattiveria chirurgica. La fotografia di Peter Deming isola i personaggi in inquadrature simmetriche che richiamano l'estetica asettica della haute cuisine, trasformando ogni piatto in una dichiarazione d'intenti sempre più sinistra.
È un film che usa il thriller come pretesto per sezionare la cultura dell'esclusività, del privilegio e della performance sociale, ma senza mai rinunciare all'intrattenimento: il risultato è un'esperienza acida, divertente e disturbante in egual misura, che lascia in bocca un retrogusto amaro e persistente.