L'ultimo film completato da Fassbinder prima della morte è un noir in bianco e nero che squaderna il conto ancora aperto tra la Germania e il proprio passato nazista. Attraverso la vicenda di un'ex diva del regime ridotta a fantasma di morfina, il regista costruisce un ritratto spietato del dopoguerra tedesco: una società che finge di voltare pagina mentre gli stessi carnefici prosperano sotto altre vesti.
Girato in uno splendido bianco e nero espressionista che omaggia il cinema tedesco degli anni Trenta, il film è anche una riflessione sulla macchina dello star system: Veronika Voss è stata creata dalla propaganda, consumata dalla fama, infine divorata da chi dovrebbe curarla. La Zech interpreta questa discesa con una fragilità che non chiede pietà, solo verità.
Vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino nel 1982, è il capitolo centrale della cosiddetta 'Trilogia BRD' di Fassbinder, dedicata alla Repubblica Federale Tedesca. Un film che usa il linguaggio del melodramma per fare i conti con la Storia, senza concessioni né consolazioni.