Questo monumentale affresco biografico ripercorre cinquant'anni della vita di Mohandas K. Gandhi attraverso una ricostruzione storica di respiro epico che non sacrifica mai l'intimità umana del suo protagonista. Richard Attenborough orchestra scene di massa che coinvolgono migliaia di comparse con una precisione che richiama Lean e Pontecorvo, ma sa anche condensare intere filosofie in singoli gesti: il silenzio di un uomo davanti alla violenza dice più di qualunque manifesto.
Ben Kingsley, al suo debutto cinematografico, offre un'interpretazione che gli valse l'Oscar: non si limita a impersonare Gandhi, ne assorbe la cadenza, la fisicità scarна, la determinazione mite. Il percorso dal giovane avvocato in Sudafrica al leader spirituale che scuote un impero viene reso con una progressione che evita ogni agiografia: emergono anche i dubbi, le fragilità, i rapporti familiari tesi. La fotografia di Billy Williams e Ronnie Taylor cattura l'India con una luce che oscilla tra il documentaristico e il lirico.
Premiato con otto Oscar – tra cui miglior film, regia e attore – resta una testimonianza necessaria su come la resistenza non violenta possa diventare forza politica concreta. Un film che chiede tre ore di attenzione e le ripaga con una riflessione ancora attuale sul potere del principio contro la forza bruta.