Brad Bird firma una delle animazioni Pixar più raffinate dal punto di vista visivo: la Parigi notturna vista dalle fogne, le cucine che ribollono di movimento, il cibo reso con una materialità che quasi se ne sente il profumo. Ogni piatto è studiato nei dettagli, ogni gesto ha il peso della tecnica culinaria vera, eppure il film non dimentica mai di essere una storia sulla passione e sulla creatività che supera i confini.
Patton Oswalt presta voce a Remy con una miscela perfetta di entusiasmo e vulnerabilità, mentre Ian Holm costruisce un critico severo ma mai caricaturale. La sceneggiatura ha l'intelligenza di trattare il talento come qualcosa che si coltiva, non come una magia, e di mostrare la cucina come lavoro vero, fatto di disciplina e urgenza.
Premiato con l'Oscar per il miglior film d'animazione, oltre che con Golden Globe e BAFTA, convince proprio perché non infantilizza: parla di arte, di critica, di pregiudizi, di quanto sia difficile farsi prendere sul serio quando si viene dal posto sbagliato. La scena finale del critico che assaggia la ratatouille è un piccolo saggio sul potere della memoria e del gusto, risolto senza una parola di troppo.