Monsters & Co è uno di quei rari film d'animazione capaci di rovesciare una convenzione narrativa con la leggerezza di un gioco e la precisione di un meccanismo ad orologeria. Pixar trasforma i mostri dell'armadio in operai che vanno al lavoro, trasforma le urla dei bambini in energia elettrica e fa di una bambina di due anni il vero motore della storia. Il risultato è un mondo immaginario coerente fino all'ultimo dettaglio, dove le porte sono portali e le paure sono merce di scambio.
La regia di Pete Docter, David Silverman e Lee Unkrich costruisce un ritmo da commedia brillante senza mai sacrificare l'emozione. John Goodman e Billy Crystal prestano voce e carattere a Sulley e Mike, una coppia che funziona per contrasto e affetto reciproco, mentre Steve Buscemi e James Coburn completano un cast vocale di rara efficacia. L'animazione tiene testa alla complessità del pelo di Sulley — all'epoca una sfida tecnica non indifferente — e alla varietà cromatica di un universo popolato da creature di ogni forma.
Il film ha vinto l'Oscar per la miglior canzone originale e il BAFTA, ma la sua vera forza sta nell'aver saputo parlare di paura, fiducia e cambiamento senza cedere alla retorica. Monsters & Co resta una dimostrazione di come l'animazione possa costruire mondi credibili e raccontare storie universali partendo da un'idea semplice: e se i mostri avessero più paura di noi di quanta ne abbiamo noi di loro?