Herzog costruisce un ritratto umano disturbante e poetico attorno a un enigma storico reale: Kaspar Hauser, ragazzo emerso dal nulla nella Norimberga del 1828 senza linguaggio né memoria del mondo. La scelta di Bruno S., attore non professionista con un passato difficile in istituti, conferisce al personaggio un'autenticità che nessuna recitazione tradizionale avrebbe potuto raggiungere: ogni suo gesto restituisce lo straniamento di chi impara a stare in piedi nella civiltà.
Il film non si accontenta di raccontare l'integrazione forzata di Kaspar: ne fa un'indagine filosofica sulla natura umana, sul linguaggio come prigione e sulla violenza mascherata da educazione. Herzog filma con rigore quasi documentaristico, lasciando che lo sguardo ingenuo del protagonista smascherI l'assurdità delle convenzioni sociali, dalla logica cartesiana alla religione istituzionale.
Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 1975, L'enigma di Kaspar Hauser resta una delle opere più radicali del Nuovo Cinema Tedesco: un'esperienza che interroga lo spettatore sulla violenza della normalizzazione e sulla possibilità di vedere il mondo con occhi nuovi.