Si Alza il Vento segna il testamento artistico di Hayao Miyazaki, che sceglie di raccontare non magia o fantasy ma la vita di Jiro Horikoshi, ingegnere aeronautico realmente esistito e progettista del caccia Zero. È un film sulla bellezza del sogno creativo e sul peso delle sue conseguenze: Jiro insegue l'eleganza perfetta delle ali mentre la Storia trascina il Giappone verso la guerra, e il film non risolve quella tensione, la respira.
La regia di Miyazaki trova nel disegno animato tradizionale una grazia rara: aerei che si sollevano come creature vive, sequenze oniriche dove Jiro dialoga con Caproni tra nuvole e prototipi immaginari, il terremoto del Kanto reso con un senso fisico del disastro che nessun live action potrebbe eguagliare. Ogni inquadratura ha la precisione tecnica di un progetto ingegneristico e la delicatezza emotiva di chi sa che ogni linea conta.
La storia d'amore con Nahoko, segnata dalla tubercolosi, porta una fragilità dolorosa che stride e insieme si fonde con l'ambizione professionale di Jiro. È un ritratto di un uomo diviso tra l'amore per la propria arte e la consapevolezza del suo uso bellico, narrato senza giudizi facili. Candidato all'Oscar come miglior film d'animazione, resta un'opera necessaria per chi cerca nel cinema d'animazione la capacità di affrontare la complessità del reale senza semplificazioni.