

Ratcatcher
Dramma
86%
Rotten Tomatoes
7.5/10
IMDb · 13.5K voti
Critica e pubblico d'accordo
Il poetico e il miserabile abitano la stessa inquadratura nell'esordio folgorante di Lynne Ramsay
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Cerca dove vederloJames Gillespie ha 12 anni. Il mondo che conosceva sta cambiando. Perseguitato da un segreto, è diventato un estraneo nella sua stessa famiglia. È attratto dal canale dove crea un mondo tutto suo. Trova una tenerezza imbarazzante con Margaret Anne, una quattordicenne vulnerabile che esprime un bisogno d'amore in tutti i modi sbagliati, e fa amicizia con Kenny, che possiede un'insolita innocenza nonostante l'ambiente duro.
Tommy FlanaganDa
Stuart GordonTommy
Stephen KingMr MohanWon 1 BAFTA Award12 wins & 6 nominations total
Glasgow, estate del 1973. Uno sciopero dei netturbini lascia i rifiuti per strada e i bambini a giocare tra i sacchi della spazzatura. Lynne Ramsay costruisce il suo esordio in questa cornice — non come sfondo pittoresco ma come condizione esistenziale: il degrado è materiale, fisico, e si infiltra ovunque. James ha dodici anni e porta un segreto che lo tiene separato dagli altri, anche quando è in mezzo a loro.
Ramsay viene dalla fotografia, e si vede in ogni inquadratura: Ratcatcher è un film che pensa per immagini prima che per dialoghi. Il canale torbido dove i bambini si ritrovano, un topo su un palloncino che sale verso la luna, un campo di grano fuori dalla città che per James diventa qualcosa di simile a una promessa — ci sono sequenze qui che non si spiegano meglio di quanto non si mostrino già, e che continuano a lavorare dopo che il film è finito. La fotografia di Alwin Küchler gestisce luce e sporcizia con la stessa attenzione, senza mai cercare il pittoresco né il sordido.
Il film non racconta la povertà dall'esterno: la abita. I personaggi di contorno — il padre che beve, Margaret Anne che cerca affetto dove capita, Kenny con la sua innocenza fuori luogo — non sono tipi sociali ma presenze con una propria logica interna. William Eadie, allora non attore, porta James sullo schermo con una presenza silenziosa e opaca che funziona esattamente perché non spiega niente. La critica dell'epoca lo ha riconosciuto come un esordio raro, e il consenso è rimasto sostanzialmente stabile nel tempo: un film che sa da dove viene e sa cosa vuole fare.
Chi cerca una narrazione dritta e risolutiva troverà il film reticente: Ramsay lavora per ellissi, lascia fuori campo molto di quello che un altro regista avrebbe mostrato, e la conclusione non chiude i conti nel modo in cui ci si potrebbe aspettare. Ma è esattamente questa reticenza a dare al film il suo peso specifico — la sensazione, rarissima, di aver visto qualcosa di vero piuttosto che di costruito.
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