È il canto del cigno americano di Chaplin, un film malinconico e autobiografico in cui il grande clown guarda negli occhi il tramonto della propria carriera. La storia di Calvero, un comico di varietà ormai dimenticato che ritrova un senso salvando una giovane ballerina dal suicidio, è costruita su un equilibrio perfetto tra commedia e dramma, tra nostalgia e speranza. La scena madre è il duetto finale con Buster Keaton: due titani della comicità muta che si ritrovano per l'unica volta sullo schermo, in un numero di vaudeville che è insieme virtuosismo comico e addio a un'epoca.
Claire Bloom porta una fragilità luminosa al ruolo della ballerina Terry, mentre Chaplin si concede una delle sue interpretazioni più intime e struggenti, mettendo in scena il proprio terrore dell'oblio. La fotografia in bianco e nero esalta i contrasti tra il palcoscenico abbagliante e i vicoli notturni di Londra, tra gli applausi del passato e il silenzio del presente.
Premio Oscar per la migliore colonna sonora, il film ha dovuto attendere vent'anni per vincerlo a causa della messa al bando di Chaplin negli Stati Uniti. Oggi resta una meditazione intensa sul prezzo della fama, sulla dignità dell'artista e sul potere redentivo dell'arte stessa.