René Clément costruisce uno dei ritratti più penetranti e meno retorici dell'infanzia in tempo di guerra. Attraverso gli occhi di due bambini che inventano un cimitero segreto per gli animali morti, il film esplora come l'innocenza cerchi di dare senso all'orrore incomprensibile della morte e della perdita. La piccola Brigitte Fossey, con il suo volto ancora segnato dal trauma, e Georges Poujouly compongono una coppia di straordinaria naturalezza: nessuna recitazione forzata, solo gesti e sguardi che rivelano un universo emotivo complesso.
La fotografia in bianco e nero di Robert Juillard cattura sia la bellezza pastorale della campagna francese sia l'ombra cupa della guerra che incombe. Clément non indulge mai nel sentimentalismo: osserva i bambini con rispetto, lasciando che siano i loro rituali apparentemente macabri a svelare la disperata ricerca di controllo su un mondo impazzito. La colonna sonora di Narciso Yepes, con la celebre Romanza anonima alla chitarra, accompagna questa danza tra vita e morte con delicatezza struggente.
Premato con l'Oscar come miglior film straniero e il Leone d'Oro a Venezia, Giochi proibiti resta una meditazione potente su come l'infanzia affronti il lutto quando gli adulti sono troppo travolti per offrire risposte. Un film che non dimentica, perché guarda dove altri distolgono lo sguardo.