Tarantino esordisce dietro la macchina da presa con un film che è una lezione di come si può fare cinema d'autore con pochi mezzi: un magazzino, attori al massimo delle loro capacità e dialoghi che tagliano come rasoi. La struttura narrativa non lineare, che salta avanti e indietro nel tempo, trasforma una rapina finita male in un puzzle di tradimenti e paranoia.
Harvey Keitel tiene insieme un cast straordinario — Buscemi che discute sulle mance, Madsen che tortura al ritmo di Stuck in the Middle with You, Tim Roth che dissangua per tutto il film — e ogni scena respira tensione. La fotografia sporca e l'ambientazione claustrofobica amplificano la sensazione che non ci sia via d'uscita.
Nominato alla Palma d'Oro a Cannes, ha riscritto le regole del cinema indipendente anni Novanta e lanciato una carriera che avrebbe cambiato il volto del thriller contemporaneo. È un esordio che ancora oggi dimostra quanto basti poco quando si ha tutto da dire.