Juno è una commedia che riesce a parlare di gravidanza adolescenziale senza cadere nella predica o nel melodramma. Il merito è di una sceneggiatura brillante firmata da Diablo Cody (che per questo ha vinto l'Oscar), capace di costruire dialoghi affilati e personaggi credibili proprio perché nessuno è perfetto. La protagonista Ellen Page regala un ritratto di ragazza spiazzante: ironica, vulnerabile, testarda, mai vittima.
Jason Reitman dirige con leggerezza e precisione, lasciando che siano le battute e le situazioni a fare il lavoro emotivo senza sottolineare nulla. Attorno a Juno ruotano adulti imperfetti ma autentici: il padre comprensivo di J.K. Simmons, la coppia adottiva in cui Jennifer Garner e Jason Bateman incarnano tensioni matrimoniali realistiche. Anche Michael Cera nei panni di Bleeker trova il giusto equilibrio tra goffaggine e dolcezza.
Il film ha vinto anche il BAFTA e ha segnato il cinema indipendente americano di quegli anni per tono e autenticità. Dietro l'apparente leggerezza c'è uno sguardo maturo sulle relazioni e sulle scelte, raccontato attraverso quattro stagioni che scandiscono la crescita di una ragazza che deve diventare grande troppo in fretta, senza smettere di essere se stessa.