Mario Monicelli prende la tradizione del film di rapina all'inglese e la ribalta: niente professionisti impeccabili, ma un manipolo di disperati romani che non ne azzecca una. Il risultato è una commedia che ha ridefinito il genere in Italia, aprendo la strada alla commedia all'italiana degli anni successivi — quella capace di far ridere mostrando miserie quotidiane senza retorica.
Vittorio Gassman costruisce un personaggio indimenticabile in Peppe il Pantera, pugile fallito dai sogni smisurati, affiancato da un cast di caratteristi perfetti: Renato Salvatori, Totò, Memmo Carucci, un giovanissimo Claudia Cardinale. Ogni volto racconta una Roma umile e arruffata, e Monicelli li segue con uno sguardo che non giudica mai, nemmeno quando il loro colpo si trasforma in farsa.
La candidatura all'Oscar per il miglior film straniero ha consacrato un film che oggi è un punto fermo: chi vuole capire cos'è stata la commedia italiana prima del boom economico parte da qui. Non è nostalgia: è cinema che tiene ancora perfettamente la scena.