I Griffin ribalta il classico ritratto della famiglia americana televisiva con un cinismo spietato e un'irriverenza che non risparmia nulla: dal politicamente corretto alla cultura pop, dalla religione al buon gusto. Le prime nove stagioni consolidano il linguaggio della serie, fatto di cutaway improvvisi, riferimenti cinefili e musicali stratificati, battute che vanno dal surreale al politically incorrect senza chiedere permesso.
Seth MacFarlane orchestra vocalmente la famiglia Griffin con una versatilità sorprendente, passando dal padre idiota Peter al neonato geniale Stewie al cane alcolista Brian. Il cast vocale costruisce personaggi memorabili attraverso timing comico millimetrico e una chimica che regge centinaia di episodi. La scrittura alterna farse fisiche demenziali a satira pungente, episodi antologici a momenti inaspettatamente toccanti.
La serie ha ridefinito l'animazione per adulti in TV, dimostrando che il formato poteva essere più anarchico e stratificato di quanto The Simpsons avesse codificato. Queste stagioni rappresentano l'evoluzione da outsider cancellata prematuramente a fenomeno culturale che ha influenzato un'intera generazione di comedy animate. Per chi cerca comicità senza freni di sicurezza, dove nessun riferimento è troppo oscuro e nessun bersaglio troppo sacro.