Cattivissimo Me rovescia con intelligenza le convenzioni del cinema d'animazione: al centro non c'è un eroe, ma un villain con ambizioni colossali e un esercito di buffi scagnozzi gialli. Il film costruisce un universo visivo distintivo, dove design caricaturale e palette cromatiche sature si sposano a un'animazione espressiva che sa essere fisica e dinamica quando serve l'azione, tenera e trattenuta nei momenti emotivi.
La regia di Coffin e Renaud orchestra con ritmo la trasformazione del protagonista senza mai appesantire o forzare il sentimentalismo: le tre bambine entrano nella vita di Gru come elemento perturbante, e il film lascia che il cambiamento maturi attraverso gesti concreti, sguardi, piccoli fallimenti. Steve Carell costruisce vocalmente un personaggio memorabile, giocando su un accento fumettistico che non diventa mai macchietta.
Il successo del film — che ha dato vita a un franchise miliardario e reso i Minions icone pop — testimonia la solidità dell'intuizione narrativa: dietro il villain più cattivo si nasconde sempre qualcuno che ha bisogno di essere visto. Vale la pena guardarlo per scoprire come un film pensato per famiglie possa essere genuinamente divertente senza rinunciare a struttura e cuore.