George Roy Hill trasforma la fine del West in una ballata ironica e malinconica, dove il mito dei fuorilegge si scontra con l'arrivo della modernità. Paul Newman e Robert Redford sono Butch Cassidy e Sundance Kid, una coppia leggendaria di rapinatori che si ritrovano braccati da un posse inarrestabile mentre il loro mondo svanisce intorno a loro. La chimica tra i due attori è fulminante: Newman regala al personaggio un'intelligenza brillante e disincantata, Redford risponde con un fascino silenzioso e mortale.
La sceneggiatura di William Goldman vinse meritatamente l'Oscar per come bilancia dialoghi taglienti, sequenze d'azione memorabili (l'inseguimento in bici sulle note di Raindrops Keep Fallin' on My Head è entrato nell'immaginario) e una riflessione amara sulla fine di un'epoca. Hill dirige con eleganza e ritmo, senza mai cedere alla retorica: anche quando i protagonisti fuggono in Bolivia, il tono resta ironico, consapevole che non esiste più posto per uomini come loro.
Il film conquistò quattro statuette tra cui fotografia e canzone originale, ma la sua eredità va oltre i riconoscimenti: ha ridefinito il western rendendolo moderno, intimista, capace di ridere di sé stesso senza perdere peso. Una storia di amicizia, fuga e destino inevitabile che si guarda ancora oggi con lo stesso piacere del primo giorno.