Yann Samuell costruisce una commedia romantica che non teme di sporcarsi le mani con i lati più selvaggi e crudeli dell'amore adolescente. La storia di Julien e Sophie, legati fin dall'infanzia da un gioco di sfide sempre più azzardate, ha il coraggio di mostrare come l'attrazione possa convivere con la manipolazione e come la passione sfidi ogni buonsenso. Guillaume Canet e Marion Cotillard — qui già luminosa anni prima dell'Oscar — danno corpo a due personaggi che non chiedono empatia ma costringono a rimanere incollati allo schermo.
La regia alterna tonalità leggere e improvvise virate verso il dramma, tenendo il ritmo sempre teso senza mai cedere al patetismo. La fotografia restituisce un'atmosfera sospesa tra fiaba e brutalità quotidiana, dove le immagini dell'infanzia si sovrappongono a quelle della vita adulta senza soluzione di continuità. Il gioco della scatola musicale diventa il simbolo di un legame tossico e irresistibile, capace di attraversare matrimoni, distanze e bugie.
È un film che divide: alcuni lo trovano insopportabile, altri ne escono conquistati proprio dalla sua mancanza di compromessi. Se cerchi una love story che sfugga ai cliché rassicuranti e accetti di seguire personaggi imprevedibili e poco eroici, questa è una scommessa che vale la pena accettare.