Questo film di quattordici minuti ha riscritto le regole del cinema quando il cinema stesso muoveva i primi passi. Méliès, illusionista di teatro trasformatosi in pioniere della settima arte, dimostra qui che la macchina da presa può fare molto più che documentare la realtà: può creare mondi impossibili, far volare astronomi verso la Luna e popolare crateri seleniti di creature fantastiche.
La sequenza dell'atterraggio del proiettile nell'occhio della Luna è diventata una delle immagini più iconiche della storia del cinema, citata e omaggiata per oltre un secolo. Ma il vero valore sta nell'inventiva artigianale: fondali dipinti a mano, trucchi di montaggio, costumi teatrali e quella capacità di Méliès di trasformare i limiti tecnici in opportunità espressive. Ogni inquadratura è un quadro vivente che anticipa il linguaggio fantascientifico prima ancora che esistesse come genere.
Non si tratta di nostalgia: questo è cinema puro, dove l'immaginazione costruisce spettacolo senza bisogno di tecnologia digitale. Una lezione di creatività che resta attualissima e divertente, testimonianza che il potere del cinema sta nelle idee, non nei mezzi. Guardarlo significa assistere alla nascita di tutto ciò che è venuto dopo.