Un gruppo di ex rivoluzionari che si riunisce dopo sedici anni di silenzio: Paul Thomas Anderson costruisce su questa premessa un film che non si lascia ridurre a genere. L'azione c'è, ma Anderson la usa come rivelatore di carattere — ogni sequenza di tensione è anche un esame di coscienza per chi la attraversa.
Leonardo DiCaprio guida un ensemble in cui ogni interprete porta peso specifico: Alana Haim, già al centro di Licorice Pizza, conferma di saper tenere lo schermo con una presenza rara; Regina Hall e Teyana Taylor completano un cast che Anderson dirige senza gerarchie, lasciando spazio a ciascuno.
Come sempre con Anderson, la messa in scena è il vero argomento del film: la macchina da presa non registra, interpreta. Il ritmo alterna momenti di quiete carica a esplosioni che arrivano dove meno te le aspetti, costruendo una tensione che nasce dalla drammaturgia, non dagli effetti.
Se siete abituati al cinema di Anderson — Magnolia, Il petroliere, Il filo nascosto — sapete già che i suoi film crescono dopo la visione. Se non lo siete, questo è un ingresso accessibile senza essere semplice: una storia di fedeltà, tempo e conti in sospeso che vale la pena aprire.