

100%
Rotten Tomatoes
7.9/10
IMDb · 58.4K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−21 punti
Il cinema come flusso di coscienza pura: Tarkovskij trasforma la memoria personale in un poema visivo che ridefinisce il linguaggio del racconto
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Tarkovsky mixes flash-backs, historical footage and original poetry to illustrate the reminiscences of a dying man about his childhood during World War II, adolescence, and a painful divorce in his family. The story interweaves reflections about Russian history and society.
Margarita TerekhovaNatalya / Maroussia - the Mother
Ignat DaniltsevIgnat / Alexei - 12 Years Old
Alla DemidovaLisa
Anatoliy SolonitsynForensic Doctor
Nikolay GrinkoPrintery Director
Tamara OgorodnikovaNanny / Neighbour / Strange Woman at Tea Table
Yuriy NazarovRifle Shooting Instructor
Oleg YankovskiyThe Father
Filipp YankovskiyAleksei - Five Years Old
Tatyana ReshetnikovaProofreader in Printing House
Innokentiy SmoktunovskiyNarrator - The Author's Words (voice)
Arseny TarkovskyNarrator - His Own Poems (voice)
Ángel GutiérrezSpanish RefugeeAndrej Tarkovskij costruisce qui un'opera di pura memoria visiva, dove infanzia, guerra e storia russa si fondono in un flusso di immagini che abolisce la cronologia tradizionale. La struttura frammentaria — cinegiornali d'epoca, versi della madre poetessa, ricordi personali — diventa un linguaggio nuovo per raccontare come il passato vive dentro di noi, senza linearità né spiegazioni didascaliche.
La fotografia di Georgij Rerberg passa dal colore al seppia con una fluidità ipnotica, mentre Margarita Terekhova interpreta sia la madre che la moglie del protagonista, suggerendo che i legami affettivi si ripetono e si sovrappongono nel tempo. Ogni inquadratura è pensata come pittura in movimento: il vento tra le spighe, la casa che brucia, il latte versato sul tavolo diventano epifanie sensoriali.
Non è un film da seguire con la logica del racconto: è da attraversare come un sogno lucido, lasciando che le associazioni tra epoche e volti disegnino il ritratto di un'intera esistenza. Tarkovskij ti chiede di abbandonarti al ritmo della mente che ricorda, e quella resa è ciò che rende la visione indimenticabile.
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