Il servo di Joseph Losey è uno dei ritratti più acuti e disturbanti sulle dinamiche di potere mai portati sullo schermo. Attraverso l'apparente semplicità di una relazione padrone-servitore nella Londra degli anni Sessanta, il film scava nelle perversioni psicologiche e nelle ambiguità sessuali che si nascondono sotto la superficie dell'eleganza aristocratica britannica. La sceneggiatura di Harold Pinter trasforma ogni dialogo in un duello verbale carico di sottotesto.
La regia di Losey usa spazi, specchi e inquadrature oblique per tradurre visivamente lo spostamento di equilibri: la casa stessa diventa un campo di battaglia dove i ruoli sociali si invertono con progressione inesorabile. Dirk Bogarde offre una delle sue interpretazioni più memorabili, componendo un Barrett di calcolata ambiguità, mentre James Fox incarna perfettamente la fragilità aristocratica che si sgretola. I tre BAFTA vinti testimoniano il riconoscimento immediato di un'opera che ha ridefinito il cinema britannico.
Oggi Il servo rimane una lezione di cinema d'autore che fa del non detto la sua arma più affilata: un thriller psicologico dove la vera violenza è quella che corrode l'identità dall'interno, lasciando lo spettatore con un'inquietudine che persiste ben oltre i titoli di coda.