Noah Hawley prende il capolavoro dei Coen e lo trasforma in qualcosa di nuovo: tre stagioni che funzionano come film autonomi, ciascuna con cast, epoca e tono propri, unite solo dalla neve del Minnesota e da una violenza che scivola nel grottesco. La prima stagione con Billy Bob Thornton nei panni di un sicario filosofo e Martin Freeman in quelli di un assicuratore mite che precipita nell'abisso è un miracolo di equilibrio tra tensione e commedia nera. Allison Tolman, volto sconosciuto scelto per il ruolo della poliziotta Molly Solverson, regala una delle interpretazioni più umane e credibili della serialità recente.
Ogni stagione rispetta il formato antologico senza mai ripetersi: la seconda torna agli anni Settanta con Patrick Wilson e Kirsten Dunst, la terza gioca con i gemelli Emmit e Ray Stussy interpretati entrambi da Ewan McGregor. La fotografia riprende le inquadrature larghe e il bianco accecante del film originale, la colonna sonora cita Jeff Russo in dialogo con Carter Burwell. Il risultato è una serie che non copia i Coen, ma ne eredita lo sguardo: personaggi ordinari che prendono una decisione sbagliata e si ritrovano travolti da eventi che non possono più controllare.
Vincitrice di un Golden Globe e candidata a decine di Emmy, Fargo è una delle prove più riuscite di come la serialità possa espandere il cinema senza tradirlo. Guardala se vuoi capire come si costruisce una narrazione che sa essere feroce, malinconica e spietatamente intelligente allo stesso tempo.