Nove anni dopo Before Sunset, Linklater chiude la trilogia con il capitolo più maturo e spiazzante: Jesse e Celine non sono più quei ventenni incantati su un treno, né i trentenni sospesi in un pomeriggio parigino. Ora hanno quarant'anni, figli gemelle, routine quotidiana e crepe che il tempo ha scavato nella relazione. La Grecia estiva fa da sfondo a una giornata che evolve da conversazioni leggere a una resa dei conti notturna, dove tutte le promesse e le illusioni romantiche si scontrano con la realtà di una coppia che deve scegliere se stare insieme o lasciarsi andare.
Il film è quasi interamente basato sul dialogo: lunghe sequenze girate in piani sequenza o campi lunghi che seguono i due protagonisti mentre camminano, parlano, litigano. Delpy e Hawke — che hanno co-sceneggiato insieme a Linklater — sono straordinari nel restituire l'intimità logora di chi si conosce troppo bene, con battute che feriscono perché sanno dove colpire. La scena finale in camera d'albergo è un tour de force attoriale, candidato all'Oscar per la sceneggiatura.
Before Midnight non offre facili consolazioni romantiche: è un ritratto onesto e a tratti doloroso dell'amore che invecchia, con tutte le sue contraddizioni. Guardarlo significa accettare che il cinema possa raccontare le relazioni senza filtri, con la stessa complessità della vita vera.