Coralie Fargeat trasforma il body horror in un manifesto feroce contro l'ossessione per la giovinezza e i canoni estetici imposti dall'industria dello spettacolo. Il film affonda il bisturi nella vanità hollywoodiana senza pietà, usando effetti pratici e protesi che ricordano Cronenberg ma con una sensibilità visiva tutta contemporanea: ogni metamorfosi è un colpo allo stomaco, ogni specchio una condanna.
Demi Moore offre una performance coraggiosa e fisica che demolisce ogni difesa della propria immagine pubblica, mentre Margaret Qualley incarna la perfezione sintetica con distacco inquietante. Dennis Quaid completa il quadro come produttore mostruoso, caricatura grottesca di un'industria che divora le donne.
Il premio Oscar per il trucco e gli effetti speciali testimonia l'impatto visivo di un film che non chiede permesso: Fargeat orchestra una spirale di disgusto e fascinazione che si fa satira tagliente, specchio deformante di una società che celebra la superficie e punisce il tempo. Un'esperienza estrema che lascia segni profondi.