

Azione · Commedia · Dramma · Thriller · Sentimentale · Crime
93%
Rotten Tomatoes
7.4/10
IMDb · 24.4K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−19 punti
“He's Japan's best kept secret - unleashed on America for the first time.”
Violenza yakuza montata come haiku: Kitano alterna sparatorie e giochi sulla spiaggia in un noir che respira al ritmo del vuoto
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Cerca dove vederloA world-weary yakuza in Tokyo is assigned to take his clan to Okinawa to help settle a dispute between two factions. He's suspicious of the assignment, but he goes, and within a couple days, his role remains unclear and several of men are dead. He retreats to a house on a remote beach to wait. The first night there , he rescues a young woman from an assault, and they develop a playful relationship. Over time, it becomes clear he's been set up, sent to Okinawa so that others can take over his lucrative territory. As his clan dwindles, he plans a revenge. But, what if he's successful? What is there to life anyway?
Takeshi KitanoAniki Murakawa
Aya KokumaiMiyuki
Tetsu WatanabeUechi
Masanobu KatsumuraRyoji
Susumu TerajimaKen
Ren ÔsugiKatagiri
Tonbo ZushiKitajima
Ken'ichi YajimaTakahashi
Eiji MinakataThe Hit Man
Houka KinoshitaKitajima Gang Member
Rome KandaRapist
Kanji TsudaTsuda
Yoshiyuki MorishitaMaeda
Koichi KitamuraHiroseTakeshi Kitano filma la violenza yakuza come pochi: non la spettacolarizza, la interrompe con pause di silenzio assoluto. Sonatine monta sequenze brutali e momenti di gioco infantile sulla spiaggia — lo stesso boss che spara a sangue freddo passa il tempo con fuochi d'artificio, aquiloni, lotte nella sabbia — in un ritmo che spiazza e incanta. La fotografia contrappone i grigi urbani di Tokyo al turchese accecante di Okinawa, quasi a dire che la fuga geografica non cambia nulla: la morte resta in agguato anche in paradiso.
Kitano recita col suo volto impassibile da statua, trasformando ogni gesto minimo in dichiarazione: è un uomo che sa di essere già morto, che ha smesso di credere alla gerarchia che lo ha mandato al macello. Il film affronta il vuoto esistenziale del gangster senza retorica: la domanda «e se vincessi, poi cosa?» resta sospesa fino all'ultima inquadratura, che chiude con una delle immagini più gelide e perfette del cinema yakuza anni Novanta.
Sonatine consacrò Kitano come autore internazionale e resta il punto di equilibrio ideale tra poesia visiva e violenza secca: un noir malinconico che sa ridere della morte prima di guardarla in faccia.
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