David F. Sandberg, reduce dall'horror di Lights Out e Annabelle: Creation, porta nel cinecomic DC un senso del ritmo e della messa in scena che fa la differenza. Il film funziona perché gioca su un'idea semplice ma efficace: cosa succederebbe se un ragazzino di quattordici anni si ritrovasse improvvisamente nel corpo di un supereroe adulto? La risposta è un mix di commedia adolescenziale e fantasy action che non prende mai troppo sul serio se stesso.
Zachary Levi costruisce una performance che bilancia il fisico da supereroe con la gestualità e l'entusiasmo infantile di Billy Batson, mentre Jack Dylan Grazer nel ruolo del miglior amico Freddy porta a terra il film con battute taglienti e una chimica naturale. La fotografia di Maxime Alexandre mantiene tonalità calde che distanziano il film dall'estetica più cupa del DC precedente, mentre la colonna sonora di Benjamin Wallfisch sostiene con intelligenza i momenti più epici senza sopraffarli.
È un film che recupera il senso di meraviglia e divertimento che il genere supereroistico rischiava di perdere, senza rinunciare a una riflessione genuina su famiglia e appartenenza. Vale la pena guardarlo per riscoprire quanto possa essere liberatorio un cinecomic che sceglie il sorriso senza temere di perdere credibilità.