Quella Casa nel Bosco prende tutti gli stilemi del cabin horror – il bosco isolato, i ragazzi incauti, la cantina proibita – e li trasforma in una riflessione autoironica sui meccanismi del genere stesso. Drew Goddard, sceneggiatore navigato (ha lavorato con J.J. Abrams e Joss Wheaton), realizza al suo esordio alla regia un film che è insieme omaggi e decostruzione: ogni scelta narrativa apparentemente prevedibile nasconde un secondo livello, fino a una rivelazione che ribalta completamente la prospettiva.
La fotografia gioca su contrasti netti tra la natura luminosa e gli interni claustrofobici, mentre il montaggio alternato tra i protagonisti ignari e ciò che li osserva crea una tensione doppia, quasi brechtiana. Il cast giovane (tra cui un Chris Hemsworth appena prima della consacrazione Marvel) è funzionale proprio perché riconoscibile: gli archetipi servono, qui, per essere smontati. Fran Kranz, in particolare, trova il tono giusto tra paranoia e lucidità.
È un film che premia chi conosce il genere horror ma funziona anche per chi semplicemente cerca una storia che sappia sorprendere senza rinunciare all'adrenalina. Una dimostrazione di come si possa essere intelligenti senza perdere il piacere dello spettacolo.